Lui & Lei
Marco e la professoressa (parte 2)
05.10.2025 |
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"Iniziò dal basso, baciandole i piedi nudi, prima le dita, succhiandole una a una con devozione, poi la pianta sensibile, mordicchiando leggermente..."
Nei giorni seguenti al loro primo incontro si scambiarono una serie di messaggi leggeri, battute innocue sulla vita quotidiana, un commento sul caldo estivo, una citazione da un libro che Anna stava leggendo, ma sotto la superficie ribolliva la tensione erotica di quella sera condivisa. Marco riviveva spesso quei momenti, il tocco esperto di lei, il suo corpo maturo che lo aveva avvolto in un abbraccio infuocato.Una mattina, intorno alle undici, il telefono di Marco vibrò. Era un messaggio da Anna: una foto di un costume da bagno bianco, semplice ma audace, con laccetti sottili che promettevano di coprire ben poco. "Volevo un consiglio su come mi sta," aveva scritto. "Hai voglia di fare un passo qui?" Marco, impegnato in alcune faccende domestiche, sentì un'ondata di eccitazione. Non se lo fece ripetere due volte: in quindici minuti era sul pianerottolo di Anna, suonando il campanello con il cuore che batteva forte.
Anna aprì la porta con un sorriso malizioso, vestita in modo casual, una camicetta leggera e una gonna al ginocchio, ma con un'aura di anticipazione che la rendeva irresistibile. "Entra, Marco" disse, la voce calda come sempre. Lo condusse direttamente in camera da letto, la stessa stanza dove si erano persi l'un l'altra solo pochi giorni prima. Le lenzuola erano ancora impregnate di un lieve profumo di lavanda, e la luce del mattino filtrava dalle tende, illuminando il letto invitante.
"Aspetta qui," gli ordinò con un tono giocoso, indicandogli di sedersi sul bordo del materasso. Marco obbedì, osservandola con avidità mentre lei si voltava di spalle e, con movimenti lenti e deliberati, si spogliava. Prima la camicetta, che cadde a terra rivelando la pelle liscia della schiena; poi la gonna, lasciando intravedere le curve generose dei fianchi. Indossò il costume bianco davanti a lui, legando i nodi laterali con dita esperte. Era striminzito, come promesso: il tessuto copriva a malapena i seni pieni e il triangolo tra le cosce, esponendo gran parte della sua figura tonica. Marco notò per la prima volta il segno dell'abbronzatura – linee nette e chiare che tradivano una passione per costumi ancora più audaci, forse topless in spiagge remote. Il contrasto tra la pelle dorata e le zone pallide era ipnotico, un invito silenzioso a esplorare.
Anna si girò, posando con fare provocatorio. "Allora, che ne dici? Mi dona?" Ma il suo sguardo era già sceso sul rigonfiamento evidente nei pantaloni di Marco. Lui era eccitato oltre misura, il membro duro che premeva contro il tessuto. Lei era scaltra, lo sapeva: quel piccolo spettacolo era stato orchestrato per accenderlo, e aveva funzionato alla perfezione.
Senza dire una parola, Anna si inginocchiò davanti a lui, tra le sue gambe aperte. Le sue mani sfiorarono le cosce di Marco, salendo piano fino alla cerniera. Baciò il tessuto dei pantaloni proprio dove il suo membro spingeva, un contatto leggero ma elettrico che lo fece gemere. Con dita abili, gli slacciò i pantaloni e li abbassò quel tanto che bastava per liberare il suo sesso eretto, pulsante di desiderio. Anna lo guardò con occhi affamati, leccandosi le labbra prima di chinarsi.
Iniziò con movimenti lenti, la lingua che sfiorava la base del membro, risalendo con carezze umide e precise. Marco era estasiato; la sua vicina, la professoressa matura, si rivelava una maestra dell'arte orale, una vera esperta nel donare piacere. Prese la cappella in bocca, succhiandola con delicatezza, alternando aspirazioni ritmate a leccate circolari che facevano vibrare ogni nervo. Le sue labbra morbide si chiudevano attorno a lui, scendendo in affondi profondi che lo avvolgevano completamente, la gola che lo accoglieva senza sforzo. Alternava il ritmo: affondi lenti e profondi, dove la sua bocca lo inghiottiva fino in fondo, a pause in cui la lingua danzava sulla punta sensibile, tracciando cerchi vorticosi e succhiando con una pressione perfetta. Usava le mani per accarezzare la base, stringendo con fermezza mentre la bocca lavorava instancabile, umida e calda. I suoi gemiti sommessi vibravano contro di lui, amplificando il piacere. Marco afferrò i suoi capelli, guidandola leggermente, ma era lei a condurre, pompando con una maestria che lo portava al limite. Quando sentì l'orgasmo montare, Anna accelerò, gli occhi fissi nei suoi, invitandolo a lasciarsi andare. Lui esplose in un'onda di estasi, eiaculando in fiotti caldi nella sua bocca accogliente. Lei ingoiò tutto, leccando ogni goccia con un sorriso soddisfatto, le labbra gonfie e lucide.
Ansimante, Marco decise di ricambiare. La afferrò per i fianchi e la gettò sul letto con una forza giocosa, facendola ridere piano. Iniziò dal basso, baciandole i piedi nudi, prima le dita, succhiandole una a una con devozione, poi la pianta sensibile, mordicchiando leggermente. Salì alle caviglie, alle gambe tornite, baciando la pelle abbronzata con labbra fameliche. Le sue mani precedevano i baci, accarezzando le cosce interne, dove la carne era morbida e calda. Arrivato all'interno coscia, notò il costume bianco zuppo dei suoi umori, un segno evidente di quanto averlo in bocca l'avesse eccitata. Il tessuto era intriso, trasparente, delineando le forme del suo sesso pulsante.
Con un gesto fluido, Marco tirò i nodi laterali del costume, facendolo scivolare via e rivelando la sua intimità bagnata, rosea e invitante. Chinò la testa e iniziò a leccarla, la lingua che sfiorava le labbra esterne con tocchi leggeri, assaporando il suo sapore dolce e salato. Anna gemette, inarcando i fianchi, le mani tra i suoi capelli. Lui approfondì, la lingua che esplorava ogni piega, tracciando cerchi lenti attorno al clitoride gonfio, succhiandolo con delicatezza prima di alternare leccate piatte e ampie. Usò le dita per aprire di più le sue grandi labbra, esponendola completamente, mentre la lingua affondava dentro di lei, imitando spinte ritmate. Inserì un dito nella sua figa calda e accogliente, muovendolo piano all'inizio, poi con più vigore, curvandolo per stimolare quel punto sensibile all'interno. Anna ansimava, il corpo che tremava; lui ne aggiunse un altro, pompando con un ritmo costante, le dita che scivolavano facilmente nei suoi umori copiosi.
Non si fermò lì: bagnò un dito con la sua eccitazione e lo portò più in basso, sfiorando l'ingresso stretto del suo culo. Anna trattenne il fiato, ma il suo gemito di approvazione lo incoraggiò. Lo inserì lentamente, coordinando i movimenti: le dita nella figa che spingevano in sincrono con quella nel culo, mentre la lingua tornava al clitoride, leccando e succhiando con intensità crescente. Il doppio stimolo la portò al culmine; il suo corpo si tese, i muscoli che si contraevano attorno alle sue dita. Venne in un orgasmo travolgente, un fiotto copioso di umori che bagnò le sue labbra e le lenzuola, gridando il suo nome in un'estasi prolungata.
Esausti e appagati, rimasero sdraiati uno accanto all'altra, i corpi intrecciati nel tepore del mattino. Anna gli accarezzò il viso, lui sorrise, baciandola dolcemente prima di rivestirsi. Mentre lasciava l'appartamento, sapevano entrambi che era solo l'inizio; l'estate prometteva altri incontri, altri segreti da condividere nel vecchio palazzo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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